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Rapporto infermiere/pazienti 1/6 si traduce in un importante riduzione della mortalità negli ospedali

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Un paese civile che ha a cuore la salute dei propri cittadini dovrebbe valutare ogni possibile azione migliorativa. Non si dovrebbe permettere che nelle strutture sanitarie (in special modo convenzionate)  un solo infermiere abbia in carico 20,30 o addirittura 40 pazienti. Quando un lavoratore è costretto da scelte aziendali ad avere in carico un numero così alto di esseri umani bisognosi è da folli pensare che possa svolgere al meglio il proprio lavoro. Oltretutto costringere gli Infermieri a svolgere attività diverse dal proprio profilo professionale è considerato DEMANSIONAMENTO, punibile in sede giudiziaria con risarcimenti del danno da lesione della dignità e immagine ( in ultimo la recente sentenza della Corte di Appello di Cagliari ha ulteriormente confermato una giurisprudenza che da anni punisce nelle sedi opportune il danno provocato da aziende senza scrupoli e da manager biechi e prepotenti).

Neanche gli studi scientifici pubblicati sul British Medical Journal  scalfiscono le dirigenze e le amministrazioni che, miopi e ipoacusiche, continuano a sfruttare la classe infermieristica con carichi assistenziali inumani e, aggiungiamo noi, indegni di un paese civile. La dignità dei lavoratori, qualsiasi essi siano, deve essere rispettata.

Alleggerire il carico assistenziale, scendendo da 10 a 6 pazienti per infermiere, significa ridurre la mortalità del 20% nei reparti di medicina e del 17% in quelli chirurgici.

 

Agli Infermieri andrebbero affiancati poi gli O.S.S. (Operatori Socio Sanitari), destinati secondo il criterio del lavoro multiprofessionale  ad attività rivolte alla persona e al suo ambiente di vita ( assistenza diretta e aiuto domestico-alberghiero, intervento igienico sanitario e di carattere sociale, supporto gestionale,organizzativo e formativo).

 

Tale ricerca ha portato a stabilire un evidenza che solo lo sfruttamento padronale non vuole vedere. Fa comodo economicamente a chi deve risparmiare, o peggio ancora vuole far profitto e avere bilanci in attivo, stremare i lavoratori nelle corsie mettendone a rischio la salute degli stessi, e dei pazienti.  Invece andrebbe considerato, si auspica un intervento normativo definitivo e di aggiornamento circa la vetusta normativa risalente agli anni ottanta, che il rapporto numerico inf/pz ha un peso specifico importante sui risultati clinici. Il minor carico di pazienti per singolo infermiere si traduce in una importante riduzione di mortalità, quantificata in un meno 20%, abbassando da 10 a 6 il numero di pazienti affidati ad un singolo Infermiere.

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