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Cambiate quel decreto, gli operatori sanitari non sono sacrificabili

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Nel DECRETO-LEGGE 9 marzo 2020 , n. 14 “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19” si è voluto sacrificare scientemente una categoria di Lavoratori. Non importa se donne e uomini, madre e padri. La forza lavoro decimata da anni di tagli selvaggi, blocco delle assunzioni e del relativo turn over, ha determinato che si prendesse consapevolmente la decisione POLITICA che questo SSN non poteva permettersi di rinunciare ad uno solo di essi. Neppure se potenzialmente contagioso.

Infermieri, medici, Oss e tutto il restante personale sanitario che sta lottando da settimane contro la pandemia da Coronavirus ( Covid-19), nei numeri, non era in grado di fronteggiare quanto veniva precedentemente richiesto da un SSN saccheggiato dalla politica  e dal patto di stabilità.  Adesso ancor che meno.

Scelte politiche passate volte all’assalto alla diligenza che trasportava il bene della Salute non hanno insegnato nulla. La mancata applicazione del DECRETO-LEGGE 23 febbraio 2020, n. 6  co.1 lettera H

 h) applicazione della  misura  della  quarantena  con  sorveglianza
attiva agli individui che  hanno  avuto  contatti  stretti  con  casi
confermati di malattia infettiva diffusiva

 

agli operatori sanitari conferma anche in questa occasione che le logiche emergenziali prevedono sempre dei Lavoratori ( insieme ai loro familiari) destinati al sacrificio.

Il DECRETO-LEGGE 9 marzo 2020 , n. 14  all’art. 7 recita:

Art. 7.
Sorveglianza sanitaria
1. La disposizione di cui all’articolo 1, comma 2, lettera h) , del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, non si applica agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali che vengono sottoposti a sorveglianza. I medesimi operatori sospendono l’attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per COVID-19.

La retorica stantia e nazional popolare dell’ eroismo non seduce più. Non seduce quando si torna a casa e si vive nel terrore di trasmettere il virus ai propri cari. Soprattutto non seduce coloro che devono fare i conti  negli Ospedali con una situazione emergenziale improvvisa ma, visto le recenti pandemie, prevedibile nelle Istituzioni. . Se la carenza di mezzi, personale e presidi avrà un responsabile, ci si auspica che finita l’emergenza qualcuno si scomodi e chieda spiegazioni a chi di dovere. Adesso non è il momento. Non mancheremo però di ricordarlo a tempo debito e nelle sedi opportune.

Adesso l’imprescindibile urgenza è rappresentata dal fatto che vanno messi in sicurezza medici, infermieri, oss, ausiliari, biologi, tecnici, amministrativi e tutto quanto è patrimonio umano della Sanità. Si cambi il decreto e si facciano i tamponi a tutto il personale , consentendo loro la quarantena anche per quanto non attualmente previsto.

#cambiateildecreto

 

 

 

 

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